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Il PNRR è ad alto rischio di frodi

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La Procura europea a caccia di frodi

Le frodi sui fondi europei e sul PNRR sono in forte crescita, il 20% delle citazioni in giudizio hanno riguardato indebite percezioni di fondi europei e nazionali, per una richiesta risarcitoria di oltre 231 milioni di euro. Un dato, quest’ultimo, non sottovalutato dalla nuova Procura europea, con la quale la Procura generale ha sottoscritto un protocollo di coordinamento operativo, a cui si attengono le procure regionali.

In Italia si concentrano il 22% delle indagini: quasi 600 indagini avviate, un danno al bilancio dell’UE di 5,3 miliardi di euro e la rilevazione del forte coinvolgimento della criminalità organizzata nelle frodi Iva transnazionali.

PNRR e Appropriazione indebita delle risorse

Vediamo cosa prevede il PNRR rispetto al pericolo di appropriazione indebita delle ingenti risorse messe a disposizione degli Stati. Una delle priorità per le PA responsabili della sua attuazione, è proprio quella di prevenire che l’enorme mole di fondi stanziati sia immune da gestioni illecite.

Le amministrazioni devono assicurare la completa tracciabilità delle operazioni e la tenuta di una contabilità separata per l’utilizzo delle risorse del PNRR. Esse sono inoltre responsabili dell’avvio delle procedure di recupero e restituzione delle risorse indebitamente utilizzate, ovvero oggetto di frode o doppio finanziamento pubblico.

Tutti gli atti, i contratti ed i provvedimenti di spesa adottati, sono sottoposti ai controlli di legalità e ai controlli amministrativo-contabili previsti dalla legislazione nazionale.

Controlli di legalità: sistema informatico di monitoraggio

Per l’Italia, tale organismo è stabilito in seno al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato -IGRUE- e la sua indipendenza è garantita dalla segregazione delle diverse funzioni previste, come da buone pratiche internazionali. Inoltre, altri organismi nazionali chiamati al controllo sono la Corte dei conti, la Guardia di Finanza e l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).

L’unità operativa di controllo e l’organismo di audit fanno affidamento al sistema antifrode Arachne, ossia lo strumento di estrazione dei dati e per la valutazione del rischio.

Al sistema informatico di monitoraggio hanno accesso anche la Commissione europea, l’OLAF (European Anti-fraud Office), la Corte dei conti, l’EPPO (European Public Prosecutor’s Office).

Ciò consente di verificare e monitorare, all’interno di un’unica banca dati, i progetti finanziati nel contesto del PNRR. Inoltre, l’assegnazione del codice unico di progetto (CUP) a ogni progetto di investimento registrato nel sistema, mira a prevenire il doppio finanziamento e a ridurre il rischio di frodi.

In questo ambito, il ruolo trasversale dell’ANAC nelle varie fasi di attuazione del PNRR consisterà nello sviluppo e implementazione della Banca dati nazionale dei contratti pubblici (BDNCP), nonché nella completa digitalizzazione delle procedure di gara e nella qualificazione delle stazioni appalti, unitamente all’istituzione del portale unico della Trasparenza.

Sistema di controlli, le normative

Il contesto normativo di tale articolato sistema di controlli è rappresentato dalle disposizioni contenute nell’art. 7 del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, sulle attività di rendicontazione, monitoraggio e controllo sulle attività del PNRR, nonché dal Titolo IV del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, sugli investimenti e sul rafforzamento del sistema antimafia.

Di rilievo, infine, anche il D.P.C.M. del 15 settembre 2021 sulla rilevazione dei dati di attuazione finanziaria fisica e procedurale per singolo progetto del PNRR.

Articolo a cura della redazione Resquon.com